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	<title>mercato del lavoro Archivi - Silvia Basiglio</title>
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	<title>mercato del lavoro Archivi - Silvia Basiglio</title>
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		<title>Generazione Z al lavoro: comprenderne il potenziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 12:29:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Generazione Z al lavoro: comprenderli per valorizzarli Una nuova generazione sta facendo il suo ingresso nel mondo del lavoro: la Generazione Z, seguita a breve dalla Generazione Alfa. Spesso al centro di discussioni e pregiudizi, cresciuti in un’era digitale con un accesso immediato alle informazioni e un approccio completamente diverso alla motivazione e all’apprendimento, stanno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-pm-slice="1 1 []"><strong>Generazione Z al lavoro: comprenderli per valorizzarli</strong></h2>
<p data-start="120" data-end="787">Una nuova generazione sta facendo il suo ingresso nel mondo del lavoro: la Generazione Z, seguita a breve dalla Generazione Alfa. Spesso al centro di discussioni e pregiudizi, cresciuti in un’era digitale con un accesso immediato alle informazioni e un approccio completamente diverso alla <strong>motivazione e all’apprendimento</strong>, stanno rapidamente rimodellando il panorama professionale. Con il soprannome di “<strong>Zoomers</strong>”, in contrapposizione ai “Boomers”, portano con sé tratti distintivi che le aziende non possono ignorare.</p>
<blockquote>
<p data-start="120" data-end="787">A me personalmente piacciono tanto: stanno ribaltando un modello di lavoro, che disciamolo onestamente, sta stretto a tutti!</p>
</blockquote>
<p data-start="120" data-end="787">La domanda è: <strong>come dovranno adattarsi le imprese per attrarre, motivare e crescere insieme a queste nuove generazioni?</strong></p>
<p data-start="75" data-end="467">Innanzitutto, è essenziale capire cosa rende unica la <strong data-start="129" data-end="146">Generazione Z</strong> rispetto alle generazioni precedenti, quelle che oggi gestiscono le imprese, valutano i nuovi ingressi e formano le future leve. <strong data-start="276" data-end="318">Non c’è spazio per cercare “fotocopie”</strong> delle generazioni passate: chi guida oggi deve adattare la propria leadership, valorizzando le differenze e integrando il nuovo con il tradizionale.</p>
<p data-start="469" data-end="994">Il modo innovativo di apprendere, motivarsi e interagire con l’autorità sono i tratti distintivi degli <strong data-start="572" data-end="588">Z e dei Alfa</strong>, come sottolinea il prof. <strong data-start="615" data-end="636">Giuseppe Vercelli</strong> in un recente intervento destinato a un pubblico di educatori. Tali diversità, spesso viste come carenze rispetto ai modelli precedenti, sono in realtà una <strong data-start="807" data-end="827">risorsa preziosa</strong> che, se gestita con intelligenza, può portare a <strong data-start="876" data-end="902">risultati straordinari</strong>. Esploriamo insieme i punti chiave a partire da studi basati sulla <strong>psicologia della prestazione, intelligenza agonostica e neuroscienze</strong>.</p>
<h2><strong>1. La motivazione della Gen Z: il bisogno di feedback immediato</strong></h2>
<p>Una delle principali differenze tra la Gen Z e le generazioni precedenti riguarda il loro sistema di motivazione. Mentre in passato la gratificazione era spesso legata a risultati a lungo termine, oggi i giovani sono abituati a ricevere <strong>riconoscimenti immediati</strong>. Il sistema dopaminergico, come evidenziato da Vercelli, li porta a ricercare il piacere immediato (<em>liking</em>) piuttosto che il desiderio a lungo termine (<em>wanting</em>).</p>
<h3><strong>Cosa significa per le Aziende?</strong></h3>
<ul data-spread="false">
<li>Implementare un sistema di <strong>feedback frequente e costruttivo</strong>.</li>
<li>Riconoscere e celebrare i successi, anche piccoli, per mantenere alta la motivazione.</li>
<li>Creare percorsi di carriera con <strong>obiettivi a breve termine</strong>, evitando strutture gerarchiche troppo rigide.</li>
</ul>
<h2><strong>2. Apprendimento e concentrazione: nuovi modelli di formazione</strong></h2>
<p>La Gen Z apprende in modo diverso: sono più visivi, prediligono contenuti brevi (<em>bite-sized learning</em>) e si concentrano meglio con approcci <strong>esperienziali</strong>.</p>
<h3><strong>Come adattare la formazione aziendale?</strong></h3>
<ul data-spread="false">
<li>Sfruttare <strong>video, immagini e contenuti interattivi</strong> per massimizzare l’engagement.</li>
<li>Dividere la formazione in moduli brevi e dinamici.</li>
<li>Introdurre elementi di <strong>gamification</strong> per stimolare il problem solving e l’apprendimento per prove ed errori.</li>
</ul>
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<p data-start="0" data-end="521">Chiaramente, due punti analizzati finora, sono la conseguenza dello stimolo rapido e costante offerto dagli schermi che ha sviluppato una preferenza per l&#8217;immediatezza e la velocità. Tuttavia, questo non significa che dobbiamo focalizzarci solo sugli aspetti negativi. Sebbene l&#8217;eccessivo consumo digitale possa portare a fenomeni come il <a href="https://silviabasiglio.it/rot-brain-effetti-del-digitale/"><strong data-start="327" data-end="340">brain rot</strong></a>, cioè il deterioramento cognitivo causato da un uso esagerato della tecnologia, possiamo riconoscere le qualità positive che questa connessione digitale continua a stimolare.</p>
<p data-start="1046" data-end="1291" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L&#8217;importante è <strong data-start="1061" data-end="1072">guidare</strong> i giovani talenti, aiutandoli a equilibrare l&#8217;utilizzo della tecnologia con strategie che promuovano il benessere cognitivo e la concentrazione, senza limitare la loro capacità di pensiero critico e di creatività.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<h2><strong>3. Leadership e Rapporto con l’Autorità: Come Coinvolgere la Generazione Z</strong></h2>
<p>I modelli di leadership tradizionali non funzionano più. La Generazione Z al lavoro, ma non solo, non riconosce l’autorità in senso gerarchico, ma risponde positivamente a <strong>leader autentici e collaborativi</strong>. Se non si sentono ascoltati, si disimpegnano rapidamente.</p>
<h3><strong>Come Creare una Leadership Efficace?</strong></h3>
<ul data-spread="false">
<li>Promuovere un <strong>clima di ascolto reale e inclusione</strong>.</li>
<li>Sviluppare una leadership <strong>basata sulla mentorship</strong> più che sul comando.</li>
<li>Valorizzare il contributo dei giovani nei processi decisionali, dando loro voce e responsabilità.</li>
</ul>
<h2><strong>4. L’Intergenerazionalità come Vantaggio Competitivo</strong></h2>
<p>Un ambiente di lavoro efficace è quello che integra le competenze di tutte le generazioni. La sfida per le aziende è <strong>far coesistere Baby Boomers, Gen X, Millennials e Gen Z</strong>, sfruttando le caratteristiche di ciascuna.</p>
<h3><strong>Strategie per Favorire la Collaborazione Intergenerazionale</strong></h3>
<ul data-spread="false">
<li>Creare team misti, in cui esperienza e innovazione si bilancino.</li>
<li>Favorire il <strong>reverse mentoring</strong>, dove i giovani insegnano competenze digitali e di nuova generazione ai colleghi senior.</li>
<li>Incentivare la comunicazione aperta, evitando pregiudizi generazionali.</li>
</ul>
<h2><strong>Un Lavoro su Misura per la Generazione Z?</strong></h2>
<p data-start="0" data-end="444"><strong data-start="0" data-end="45">E se avessero ragione loro?</strong> Le nuove generazioni stanno rivoluzionando il mondo del lavoro, mettendo in discussione le convenzioni che per anni abbiamo dato per scontate. La <strong data-start="192" data-end="209">Generazione Z</strong> porta con sé un approccio innovativo, un’opportunità da cogliere.</p>
<p data-start="446" data-end="858">Le aziende che vogliono sfruttare appieno l&#8217;energia, la creatività e l’adattabilità della Gen Z dovranno mettere in discussione i modelli rigidi e verticali ed abbracciare una <strong data-start="565" data-end="590">leadership flessibile</strong>, creare <strong data-start="599" data-end="631">sistemi di feedback efficaci</strong> e costruire un <strong data-start="647" data-end="678">ambiente intergenerazionale</strong> che valorizzi ogni talento. È questa la sfida per costruire un’organizzazione competitiva.</p>
<p data-start="860" data-end="992" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><strong data-start="860" data-end="931">Sei pronto ad accogliere la Gen Z nella tua azienda?</strong> Cosa aspetti per iniziare?</p>
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		<title>Come scrivere un CV efficace, una guida essenziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 14:05:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mercato del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[biografia]]></category>
		<category><![CDATA[come scrivere un cv]]></category>
		<category><![CDATA[cosa guardano i recruiter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La domanda e richiesta di consulenza che ricevo più spesso: dai  un occhio al mio CV?<br />
Forse c'è qualcosa che non funziona.</p>
<p>Organizzare efficacemente le proprie informazione in un apagina, massimo due, non è affatto banale. Qui alcuni semplici consigli a prova di recruiter.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p class="is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained"></p>
<p class="wp-block-paragraph">Il CV rappresenta la nostra carta d’identità professionale: deve essere <strong>curato, veritiero rispetto al percorso, sufficientemente dettagliato </strong>ma <strong>preservando la sintesi</strong>.  Chi leggerà il CV, lo farà dando una iniziale veloce scorsa alle informazioni principali che devono essere visibili a colpo d’occhio, e se queste saranno attinenti all’obiettivo, allora verranno letti i dettagli. Dunque, come scrivere un CV efficace?</p>
<p>Ecco <strong>una guida essenziale</strong>: essere sintetici, precisi e specifici, in modo che in poche battute sia evidente il cuore della vostra professionalità. <strong>Evidenziate le competenze tecniche e specialistiche, ma anche le competenze umane</strong>, sostenute dai fatti (es. aver gestito situazioni complesse, aver coordinato personale, aver ottenuto risultati misurabili) citando anche le attività extra-professionali. La conoscenza delle lingue, le competenze digitali e se vuoi, una fotografia, corredano l&#8217;identità professionale. Scrivere un CV efficace significa anche avere <strong>attenzione ai dettagli</strong> che non passano inosservati a chi sta valutando.</p>
<h3>Come scrivere un cv efficace</h3>
<p><strong>Vai dritto al punto:</strong> metti subito in evidenza chi sei e cosa fai. I recruiter, con un colpo d’occhio, cercano i dati più salienti. Aiutali descrivendo il tuo percorso in poche righe. Fai emergere le tue competenze e la tua personalità con <strong>una sintetica bio da collocare all’inizio del CV</strong>.  Poi continua con il lavoro più recente, finisci con l&#8217;istruzione e punta a una pagina – massimo due, a seconda dell&#8217;esperienza.</p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Attenzione ai “buchi&#8221;</strong>. Può accadere di aver avuto dei periodi di inattività o stasi fra un’esperienza lavorativa e l’altra o dopo la conclusione di un percorso di studi. Preparatevi a motivarli e se presenti, <strong>non omettere eventuali attività</strong> che hanno svolto la funzione di riempitivo nei momenti di passaggio. Omettere le date, lasciare dei vuoti o peggio<strong> mentire fa pensare che stai nascondendo qualcosa</strong>. </p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p></p>
<p class="is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained"></p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non essere noioso</strong>: il curriculum parla del tuo percorso, non deve essere un elenco di mansioni svolte. Il curriculum rappresenta uno sguardo d&#8217;insieme sulla tua carriera e le competenze acquisite: cosa conosci, cosa hai fatto, come lo hai fatto. Fornisci le informazioni più rilevanti e <strong>tieni i dettagli per il colloquio</strong>.</p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sii specifico</strong>. Usa numeri e metriche, <strong>i numeri convincono</strong>. Dettaglia l&#8217;esperienza con fatti, cifre e statistiche. Ad esempio, sostituisci &#8220;Elaborazione report e formulazione proposte&#8221; con &#8220;Elaborazione dei report mensili, presentazione semestrale delle proposte progettuali al team esecutivo&#8221;.</p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sii chiaro: </strong>frasi complete, <strong>niente fronzoli</strong>. Conciso non significa frammentario e descrittivo non significa ridondante. Scrittura professionale è informazione diretta: togli le parole superflue, correggi la forma e, meglio ancora, fai leggere a qualcun altro. La chiarezza è tutto.</p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sii onesto</strong>, non strafare: se scrivi di saper parlare fluentemente una lingua, preparati a sostenere il colloquio in quella lingua. Se non te la senti, non sei fluente. <strong>La verità emerge</strong>, quindi sii onesto nel dichiarare le tue competenze. <strong>Non bluffare sui i dati di retribuzione</strong>. </p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sii strutturato e diversifica le tue esperienze</strong>. Se la tua carriera è un susseguirsi di ruoli e posizioni molto simili, diversifica dove puoi le mansioni e responsabilità. <strong>Evita il copia ed incolla azienda dopo azienda</strong>. Evidenzia una progressione o la varietà.</p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fatti trovare</strong>: i recapiti devono essere <strong>corretti ed aggiornati</strong>,  nulla sarebbe più frustrante dell’avere una candidatura perfetta per un ruolo e non prendere parte alla selezione perché e-mail e telefono non sono aggiornati, non vengono controllati o come spesso capita (anche a causa del troppo spamming) <strong>non si ha l&#8217;abitudine di verificare le chiamate.</strong></p>
<p>Se vuoi una consulenza personalizzata sulla scrittura del tuo CV, <a href="https://silviabasiglio.it/contatti/">contattami</a>! Ti aiuterò a valorizzare al meglio il tuo percorso professionale.</p>
<p></p>
<p></p>
<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p></p><p>L'articolo <a href="https://silviabasiglio.it/come-scrivere-cv-efficace/">Come scrivere un CV efficace, una guida essenziale</a> proviene da <a href="https://silviabasiglio.it">Silvia Basiglio</a>.</p>
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		<title>La carenza di manodopera e competenze: oltre ai trend acchiappalike</title>
		<link>https://silviabasiglio.it/carenza-di-manodopera-e-competenze/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 14:30:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mercato del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presupposti di un&#8217;analisi necessaria Agosto è appena iniziato e siamo tutti indaffarati a chiudere uffici e valigie, incluse le liste dei buoni propositi. Agosto rappresenta anche un&#8217;opportunità per fare un bilancio dell&#8217;anno fino a qui trascorso. Negli ultimi mesi, partecipando a vari tavoli di confronto tra Biella, Vercelli e Ivrea e dialogando con il mio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Presupposti di un&#8217;analisi necessaria</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Agosto è appena iniziato e siamo tutti indaffarati a chiudere uffici e valigie, incluse le liste dei buoni propositi. Agosto rappresenta anche un&#8217;opportunità per fare un bilancio dell&#8217;anno fino a qui trascorso. </span><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi mesi, partecipando a vari tavoli di confronto tra Biella, Vercelli e Ivrea e dialogando con il mio network professionale, mi sono confrontata su alcuni temi divenuti progressivamente sempre più urgenti nel mondo del lavoro: <strong>la carenza di manodopera e competenze</strong></span><b> unite alla perdita di senso e motivazione al lavoro</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Temi che nelle titolazioni dei media assumono, ormai da anni, </span><b>una forma di trend acchiappalike</b><span style="font-weight: 400;">, senza analizzare davvero </span><b>le cause chiave.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio negli scorsi giorni, un titolo di attualità locale, riporta lo stralcio di un&#8217;intervista al presidente della Confederazione Nazionale Artigiani (CNA) di Biella, Gionata Pirali: </span><b>&#8220;Da dieci anni cerca un apprendista muratore: e non lo ha ancora trovato&#8221;.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lavorando quotidianamente su questi temi, è evidente la necessità di </span><b>approfondire le motivazioni</b><span style="font-weight: 400;"> dietro la carenza di personale e competenze e la scarsa motivazione al lavoro tra i giovani. Il mondo datoriale ne ha preso atto, ma forse non compreso appieno. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Siamo di fronte a un cambiamento di mentalità verso il lavoro che richiede un&#8217;analisi approfondita per </span><b>trovare soluzioni concrete</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<h2>Le cause chiave della carenza di manodopera e competenze</h2>
<h4><span style="font-weight: 400;"><strong>Il calo demografico</strong></span></h4>
<p><span style="font-weight: 400;">Entro il 2040, si prevede una riduzione di 3 milioni di lavoratori nel mercato del lavoro italiano. Questo calo è dovuto principalmente all&#8217;uscita dei baby boomer (nati tra il 1946 e il 1964) e al rallentamento della natalità. <strong>Le generazioni successive, meno numerose, non riescono a colmare questo vuoto</strong>. </span>Per anni, le persone prossime alla pensione sono state messe da parte per mancanza di competenze digitali. Questo ha impedito loro di trasmettere conoscenze pratiche e verticali alle giovani generazioni. <strong>Affiancamento, mentorship e trasferimento di competenze </strong>sono cruciali in settori come il tessile e l’artigianato, dove l’esperienza sul campo è fondamentale</p>
<h4><span style="font-weight: 400;"><strong>Disallineamento scuola-lavoro</strong></span></h4>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sistema educativo italiano è inefficace nella preparazione al lavoro. C&#8217;è un evidente <strong>disallineamento tra formazione e mercato del lavoro</strong>, e i sistemi di orientamento non indirizzano adeguatamente i giovani verso percorsi qualificanti. La collaborazione scuola-lavoro è spesso più uno slogan che una realtà.</span></p>
<h4><strong>I NEET (Not in Education, Employment, or Training) sono in crescita</strong></h4>
<p>Il 40% delle ricerche di personale non va a buon fine a causa dell&#8217;elevato numero di NEET, che rappresentano una parte significativa della popolazione giovanile. Questo <strong>circolo vizioso</strong> inizia dall&#8217;<strong>educazione scolastica e familiare</strong> e prosegue con il <strong>mancato dialogo tra scuola e lavoro</strong>.</p>
<h4><strong>L’esodo di talenti ha numeri importanti</strong></h4>
<p>Circa 140.000 persone lasciano l&#8217;Italia ogni anno, e il 70% di queste sono giovani laureati in economia, medicina e ingegneria. Regioni come Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto e Sicilia sono particolarmente colpite. <strong>Le associazioni di categoria dovrebbero promuovere politiche per attrarre e mantenere i giovani con incentivi fiscali, opportunità di carriera e miglioramento delle condizioni di lavoro</strong>.</p>
<h4><strong>Immigrazione, riqualificazione, integrazione</strong></h4>
<p>L&#8217;Italia accoglie circa 5 milioni di immigrati, ma i canali di reclutamento, riqualificazione e integrazione non sono sufficientemente sviluppati. <strong>L&#8217;immigrazione potrebbe essere una risorsa, ma richiede politiche adeguate</strong>. Rafforzare i programmi di riqualificazione e integrazione per gli immigrati potrebbe colmare le lacune nel mercato del lavoro e rendere il sistema più inclusivo.</p>
<h4><strong>La frammentazione dei contratti di lavoro e il precariato </strong></h4>
<p><strong>Le nuove generazioni sono portate a non proiettare a lungo termine le proprie aspettative sul futuro</strong>. La mancanza di stabilità ha fatto perdere <b>senso e motivazione al lavoro.</b> Il concetto di affidamento reciproco tra datore di lavoro e dipendente è in crisi: le persone non investono in progettualità a lungo termine e le aziende non possono offrire stabilità.</p>
<h2>La situazione paradossale nella carenza di manodopera e competenze</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La situazione fino a qui descritta è evidentemente paradossale: la mancanza di certezze sul lungo periodo rende vano l&#8217;impegno per raggiungere obiettivi lavorativi significativi, portando i giovani a non preoccuparsi di costruire un futuro stabile con l’impegno e il sacrificio di un tempo, mentre le fasce di popolazione più debole cadono in un vortice di disimpegno e mancanza di obiettivi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ inoltre evidente a chi si occupa di recruiting che la carenza di manodopera e competenze si manifesta anche attraverso <strong>la tendenza al rifiuto di lavori che non garantiscono un equilibrio tra vita lavorativa e personale, orari lavorativi flessibili e la coerenza con il proprio sistema valoriale.</strong> Da questo sentire è nato il mito della felicità al lavoro, una ricerca diventata ormai chimerica, col rischio di perdere di vista il senso più profondo legato alla crescita e all’apprendimento, al contributo del singolo alla società, a favore di un welfare fatto di voucher o dell’ultimo dei corsi di yoga.</span></p>
<blockquote>
<h4><b>Il benessere al lavoro è altra cosa: sa di valori solidi, di autorealizzazione, di investimento reciproco sul lungo termine, oggi non sempre garantito per la volatilità dei mercati</b><span style="font-weight: 400;">.</span></h4>
</blockquote>
<h2>Una visione a lungo termine</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Dunque, nello scenario appena descritto, in quale direzione cercare delle soluzioni per una visione a lungo termine e contrastare la carenza di manodopera e competenze? </span><b>Come recuperare persone, competenze e senso di autorealizzazione al lavoro</b><span style="font-weight: 400;">?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per rispondere, pongo alcune domande:</span></p>
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<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Quale attrattiva possono avere tre o più anni di apprendistato per l&#8217;acquisizione di una professione, soprattutto se le implicazioni, gli sbocchi e gli sviluppi di tale professione non sono ben conosciuti o, peggio ancora, influenzati da stereotipi e bias del sentito dire?</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Che attrattiva possono mettere in campo le imprese per trattenere i giovani che altrimenti andrebbero all’estero?</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Come qualificare la forza lavoro proveniente dall’immigrazione, affinché non si disperda nel lavoro in nero e si possa efficacemente integrare nella nostra società?</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">La risposta non è univoca e richiede </span><b>una riflessione approfondita da parte di ogni comunità territoriale e organizzativa, sia pubblica che privata</b><span style="font-weight: 400;">. È fondamentale creare un ecosistema virtuoso che integri la società civile, le imprese e il sistema educativo. Solo attraverso una collaborazione sinergica e una visione condivisa sarà possibile affrontare le complessità del mercato del lavoro attuale e costruire un futuro sostenibile e prospero.</span></p>
<h4><b>Investire in formazione, stipendi competitivi, percorsi di carriera chiari e promuovere una cultura aziendale inclusiva e meritocratica non è solo una questione di risorse economiche, ma anche di volontà politica e sociale. È una sfida che richiede impegno, lungimiranza e la capacità di vedere oltre le difficoltà immediate</b><span style="font-weight: 400;">.</span></h4>
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<p>L'articolo <a href="https://silviabasiglio.it/carenza-di-manodopera-e-competenze/">La carenza di manodopera e competenze: oltre ai trend acchiappalike</a> proviene da <a href="https://silviabasiglio.it">Silvia Basiglio</a>.</p>
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