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	<title>parità di genere Archivi - Silvia Basiglio</title>
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	<title>parità di genere Archivi - Silvia Basiglio</title>
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		<title>Linguaggio Inclusivo nella Certificazione Parità di Genere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2024 14:22:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Linguaggio Inclusivo nella Certificazione Parità di Genere: un percorso di consapevolezza e cambiamento Negli ultimi mesi, ho avuto l’opportunità di affiancare un&#8217;importante impresa manifatturiera tessile, il Gruppo Piacenza, in un percorso di formazione sull&#8217;utilizzo del linguaggio inclusivo in vista della certificazione per la parità di genere (normativa UNI/PdR 125:2022). La normativa rappresenta uno standard per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><b>Linguaggio Inclusivo nella Certificazione Parità di Genere: un percorso di consapevolezza e cambiamento</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi mesi, ho avuto l’opportunità di affiancare un&#8217;importante impresa manifatturiera tessile, il Gruppo Piacenza, in un percorso di formazione sull&#8217;utilizzo del linguaggio inclusivo in vista della </span><b>certificazione per la parità di genere</b><span style="font-weight: 400;"> (normativa </span><b>UNI/PdR 125:2022).</b><span style="font-weight: 400;"> La normativa rappresenta uno standard per le aziende che desiderano promuovere politiche di equità tra uomini e donne e costruire un ambiente di lavoro caratterizzato da pari opportunità per ogni Persona, indipendentemente dal genere, dalla provenienza sociale o dal background culturale. La certificazione non deve essere un mero attestato, ma un impegno tangibile verso una cultura aziendale inclusiva e rispettosa delle differenze. Con il Gruppo Piacenza, si è deciso di progettare un percoso breve ed efficace. Il percorso è stato in grado di coinvolgere in modo trasversale una buona parte delle popolazione aziendale ed aprire un dialogo di confronto e consapevolezza sui temi di pari opportunità, stereotipi e bias cognitivi, evoluzione del linguaggio.</span></p>
<h3><b>Inclusività e linguaggio: il ruolo della Certificazione UNI/PdR 125:2022</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">La UNI/PdR 125:2022 definisce linee guida e indicatori specifici che le aziende devono rispettare, coprendo ambiti come la </span><b>leadership inclusiva</b><span style="font-weight: 400;">, l’</span><b>equità retributiva</b><span style="font-weight: 400;"> e la </span><b>prevenzione delle discriminazioni</b><span style="font-weight: 400;">. Nel percorso di certificazione, la </span><b>formazione sul linguaggio inclusivo</b><span style="font-weight: 400;"> può avere un ruolo cruciale nel cambiamento culturale, in quanto pone domande e solleva riflessioni sull’uso comune che facciamo delle parole, agendo  sulla cultura organizzativa a tutti i livelli aziendali. Il linguaggio rappresenta il nostro modo di vedere il mondo, una finestra sul nostro pensiero: può includere o escludere, e, se utilizzato inconsapevolmente, rischia di perpetuare discriminazioni invisibili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nelle <strong>sessioni di formazione</strong> realizzate per il Gruppo Piacenza, che conta circa 600 addetti, abbiamo esplorato come i nostri <strong>bias cognitivi e i pregiudizi inconsci possono influenzare la nostra percezione</strong> e, di conseguenza, il nostro modo di esprimerci. La sospensione del giudizio e la presa di consapevolezza dei nostri bias rappresentano un punto di partenza per il cambiamento: ogni forma di pregiudizio, spesso radicato in modelli di pensiero impliciti e pregiudizi, tendono a consolidarsi nel linguaggio, rinforzando stereotipi che si manifestano in modi di dire, intercalare, battute (apparentemente) di spirito non rispettose  delle differenze.</span></p>
<h3><b>Bias cognitivi e l’evoluzione linguistica, verso un linguaggio inclusivo</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante la consulenza in azienda, molti partecipanti hanno mostrato una sincera apertura verso il cambiamento, pur evidenziando quanto sia radicata la </span><b>resistenza all’evoluzione della lingua italiana, </b><span style="font-weight: 400;">lingua viva, in continua evoluzione, che riflette i cambiamenti sociali e culturali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno dei cambiamenti linguistici oggetto di studio, riguarda lo sviluppo di formule più inclusive, tra cui l’abbandono del cosiddetto <strong>&#8220;maschile sovraesteso&#8221;</strong> – l&#8217;uso del genere maschile come predefinito per indicare gruppi misti o ruoli generici. Stiamo imparando a parlare del genere umano in modo più accurato, <strong>abbracciando tutte le identità</strong> senza distinzioni di genere, e con una crescente attenzione alla declinazione femminile di molte professioni, generalmente ricoperte da uomini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo a quanto ci sembri naturale dire &#8220;infermiere&#8221; e &#8220;infermiera&#8221; per indicare l&#8217;uomo o la donna che svolge questa professione e come dire “avvocata”, “architetta”, “sindaca”, “ministra” appare ancora insolito e persino scorretto dal punto di vista grammaticale, anche se non vi è alcun errore linguistico nel suo utilizzo. Questo è un esempio della resistenza che spesso accompagna l’innovazione linguistica, soprattutto quando si tratta di abbattere stereotipi o pregiudizi radicati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per approfondire questi temi e capire meglio il ruolo della lingua nell&#8217;inclusione, consiglio il libro della socialinguista Vera Gheno </span><i><span style="font-weight: 400;">&#8220;<a href="https://www.effequ.it/saggi-pop/femminili-singolari_plus/">Femminili Singolari. Il femminismo è nelle parole&#8221;</a></span></i><span style="font-weight: 400;">. Lavoro in cui Gheno esplora come il linguaggio può essere uno strumento potente in grado di rappresentare e rispettare la diversità di genere, sfidando norme che non rispecchiano più la realtà attuale.</span></p>
<h3><b>Pari Opportunità: non solo una questione di genere</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando si parla di </span><b>pari opportunità</b><span style="font-weight: 400;">, tendiamo a pensare solo alla parità tra uomini e donne. Ma cosa significa davvero pari opportunità? È un concetto che va <strong>ben oltre il genere</strong> e riguarda il diritto di tutte le persone ad avere accesso equo a risorse, diritti e possibilità, indipendentemente da genere, provenienza geografica, orientamento sessuale, o condizioni socioeconomiche. Un’azienda che mira alla vera inclusività non si limita a equiparare uomini e donne, ma lavora attivamente per rimuovere le barriere che limitano la partecipazione e l’inclusione di tutte le diversità.</span></p>
<h3><b>Conclusioni: Linguaggio Inclusivo nella Certificazione Parità di Genere</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Usare le parole in modo consapevole significa riconoscere che il linguaggio può includere o escludere, arricchire o impoverire la realtà. Il nostro vocabolario è uno strumento dinamico e trasformativo, che riflette la nostra identità e ci permette di comunicare con maggiore empatia e comprensione. Un <strong>vocabolario inclusivo</strong>, infatti, non solo estende la nostra capacità di espressione, ma <strong>alimenta una cultura più aperta e rispettosa verso le differenze.</strong></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In un percorso di <strong>certificazione per la parità di genere</strong>, questo approccio è centrale: per costruire un ambiente inclusivo occorre una continua riflessione e una disponibilità a migliorare il proprio linguaggio, liberandolo da pregiudizi e bias inconsci. In questo senso, <strong>ogni individuo ha un ruolo fondamentale</strong> nella “salute della lingua” aziendale e nella promozione di un linguaggio che sia veramente equo e rappresentativo. Il linguaggio inclusivo richiede la consapevolezza dei nostri pregiudizi, un impegno attivo nel ripulire il nostro modo di parlare e la responsabilità di esprimere pensieri nel rispetto della pluralità di identità ed esperienze. E’ un percorso che richiede tutto lo sforzo legato a qualsiasi percorso di cambiamento culturale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Coltivare il linguaggio è un modo potente per crescere e migliorare, sia come persone che come professionisti. È un percorso di apprendimento che inizia da ciascuno di noi e si riflette, giorno dopo giorno, in un ambiente di lavoro che non si limita a promuovere la parità di genere, ma <strong>valorizza la diversità in ogni sua forma</strong>, parola dopo parola.</span></p>
<p>Se vuoi approfondire o progettare un intervento su misura per la tua organizzazione <a href="https://silviabasiglio.it/contatti/">contattami</a>, sarò lieta di discuterne insieme.</p>
<p>L'articolo <a href="https://silviabasiglio.it/linguaggio-inclusivo-parita-di-genere/">Linguaggio Inclusivo nella Certificazione Parità di Genere</a> proviene da <a href="https://silviabasiglio.it">Silvia Basiglio</a>.</p>
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